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Brasile 1-1 Marocco: La Canarinha debutta con un punto amaro contro un Marocco ambizioso

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La selezione di Ancelotti non ha avuto il miglior debutto mondiale e non ha tratto vantaggi contro i Leoni dell’Atlante.

In azione, Vinicius Junior e Achraf Hakimi, le due figure più importanti del momento di Brasile e Marocco. Foto: Web.
In azione, Vinicius Junior e Achraf Hakimi, le due figure più importanti del momento di Brasile e Marocco. Foto: Web.

Sotto l’imponente tetto del MetLife Stadium, che già freme per ospitare la finale del Mondiale, Brasile e Marocco hanno inaugurato il Gruppo C con un duello ad alta tensione terminato in parità per 1-1. Un risultato che lascia più dubbi che certezze, soprattutto per la pentacampeona guidata da Carlo Ancelotti.


La partita è iniziata con un Marocco dominante, fedele al suo stile del 2022. I Leoni dell’Atlante, semifinalisti in Qatar, sono scesi in campo con un pressing alto e un centrocampo denso che ha soffocato la Canarinha nei primi minuti. La ricompensa è arrivata al 21’: Brahim Díaz, con una visione privilegiata, ha filtrato un passaggio magistrale per Ismael Saibari, che ha definito con un tocco sottile sopra Alisson. Golazo e 1-0 per gli africani, che meritavano il vantaggio per gioco e atteggiamento.


Il Brasile sembrava disorientata. Casemiro e Bruno Guimarães perdevano palloni con facilità e la difesa verdeoro soffriva le incursioni di Hakimi e compagni. Ma nel calcio il talento individuale ha sempre l’ultima parola. Al 32’, Vinicius Júnior ha raccolto un pallone sulla sinistra, ha affrontato l’avversario, si è caricato e ha scagliato un sinistro potentissimo che non ha lasciato scampo a Bono. Golazo del crack del Real Madrid, che ha pareggiato i conti e svegliato il pubblico brasiliano presente a New Jersey.


Nella seconda parte la partita si è equilibrata ma è calata di intensità. Il Marocco ha continuato a proporre gioco e creare pericoli, con un giovanissimo Ayyoub Bouaddi (appena 18 anni) che ha dominato il centrocampo attirando gli sguardi dei grandi club europei. Il Brasile è migliorata leggermente nel controllo, ma è mancata di profondità. Ancelotti ha mosso la panchina, ma l’ispirazione non è arrivata del tutto. Alisson, con una doppia parata provvidenziale nei minuti finali, ha evitato la sconfitta.


Per il Brasile questo pareggio sa di poco. La Seleçao, grande favorita per il titolo, ha mostrato le stesse intermittenze che l’hanno accompagnata negli ultimi tornei: tanti nomi altisonanti, ma poca fluidità collettiva. Vinicius è stato ancora una volta il salvatore. Endrick e Igor Thiago non sono riusciti a connettersi, e il centrocampo è rimasto esposto. Ancelotti avrà da lavorare per aggiustare la squadra in vista dei prossimi match contro Haiti e Scozia.


Il Marocco, allenato da Mohamed Ouahbi, al contrario, esce a testa alta. Ha confermato che il suo grande percorso del 2022 non è stato un caso e si presenta come un candidato serio a contendersi i primi posti del girone. La sua formazione titolare, con tanti giocatori nati all’estero ma con il cuore atlas, ha unito grinta, tecnica e disciplina tattica.

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©2022 di Pablo Facundo Ochoa.

Giornalismo indipendente.

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